Storia delle Terre Piacentine

Storie delle terre di Piacenza

Leggere la storia del territorio di Piacenza è appassionante in quanto è ricca e movimentata!

Fin dai tempi più antichi i vari popoli che si insediarono, capirono l’importanza della sua posizione geografica e strategica dal punto di vista militare e commerciale. Numerose le dinastie che si susseguirono ed esercitarono il loro dominio, dai romani, ai franchi, ai Farnese, agli Spagnoli, ai Francesi e agli Austriaci.

Dopo tante vicissitudini, è solo nel 1848 che Piacenza trovò la sua identità e tranquillità politica, quando il 10 maggio per prima con un plebiscito chiese l’annessione al Regno di Sardegna, e da lì l’appellativo di città primogenita, circa dieci anni dopo venne istituita la provincia di Piacenza. Da allora, i confini della provincia furono ridefiniti più volte, incorporando o togliendo città che appartengono adesso alle province di Parma e Pavia.

Dai ritrovamenti in tutto il territorio possiamo dire che sin dalla preistoria l’uomo si insediò in queste terre; i dati certi sono quelli che risalgono al periodo romano quando fu fondata Placentia nel 218 a.C (Terra che piace per la fertilità delle sue terre e per la vicinanza con il Po) prima colonia romana nell’Italia settentrionale insieme a Cremona, importante avamposto militare contro Annibale. La città resistette agli attacchi punici e fiorì come centro commerciale sulla via Emilia.

Di seguito il territorio subì le invasioni di varie popolazioni; fu conquistato dai longobardi e quindi dai Franchi. Contemporaneamente avvenne il processo di cristianizzazione ad opera di martiri come Sant’Antonino. Dopo secoli di invasioni e di difficoltà, Piacenza riacquistò importanza nel periodo medioevale, intorno all’anno mille trovandosi sulla Via Francigena e divenne libero comune dal 1126. I secoli successivi furono di nuovo tormentati dalle rivalità tra le potenti famiglie nobili nel periodo delle Signorie con le fazioni guelfe e ghibelline. Dal 1336 al 1447 passò nelle mani dei Visconti, prima dell’arrivo e della conquista dei Francesi. Ritornò poi allo Stato Pontificio e ai Farnese nel 1545 diventando Capitale del Ducato di Parma e Piacenza per volontà di Papa Paolo III fino al 1731, anno in cui fu assoggettata al dominio borbonico che terminò nel 1859. Con l’arrivo di Napoleone fu aggregata all’Impero nel Dipartimento del Taro e diventò “Département français”. Successivamente fu attribuita a Maria Luigia d’Austria che apportò alla città importanti ammodernamenti.

Durante le Guerre mondiali Piacenza fu pesantemente colpita e si sviluppò su tutto il territorio una rete attiva di partigiani.

Le testimonianze di questi periodi sono visibili in tutta la provincia, reperti preistorici, vestigie romane con la città di Velleia, imponenti rocche difensive, castelli e borghi medievali nelle varie vallate a difesa delle vie commerciali (la Via del Sale) verso la Liguria, della Via Francigena e degli Abati verso Roma, pievi, abbazie.

Piacenza custodisce lussuosi palazzi rinascimentali con raffinati giardini interni, testimoni di una borghesia ed aristocrazia potente e benestante, chiese romaniche, rinascimentali, alcune appartenute ad ex-monasteri.

Piacenza, città d’Arte, merita davvero una visita per i capolavori di importanti artisti affluiti nei secoli da tutta l’Italia settentrionale e per i suoi musei che raccontano il territorio.


I commenti sono chiusi.